Moda: bellezza fuori dagli schemi

La bellezza è negli occhi di chi guarda, ma l'occhio può vedere le cose in modo molto diverso a seconda di dove (e quando) è.
Fin dall’antichità la bellezza femminile è stata valutata e misurata sulla base di un modello estetico di riferimento, riconosciuto dalla società in un determinato contesto storico, sociale ed economico.
Dal modello ideale vengono desunti i canoni estetici, le caratteristiche tipiche della bellezza: più una donna le rispecchia, tanto più è considerata bella.
Ogni popolo ha tentato di fissare un criterio di bellezza riconosciuto a livello universale, senza tuttavia, riuscirci con successo. Fonti letterarie e iconografiche, che da sempre si sono ispirate alla figura femminile come realtà anatomica ed entità culturalmente costruita, dimostrano che ad ogni epoca storica corrisponde un modello di bellezza ideale. Ciò é giustificato dal fatto che tali modelli sono condizionati dalla mutevolezza del tempo che si plasma in relazione al susseguirsi delle mode, ai costumi e alle consuetudini.

Oggi è proprio il mondo della moda che riscopre l'unicità.
Dopo più di duemila anni di dominio del Canone di Policleto, legato alle proporzioni e all'armonia dell'arte greca classica, le passerelle accolgono il "diverso", proponendo anche bellezze lontano dagli stereotipi.
A dimostrare che, anche nella moda, si può trasformare il proprio punto debole in un punto di forza sono state Chantelle Winnie Harlow, che per la prima volta ha portato in passerella la vitiligine e Brunette Moffy, prima cover girl strabica. Si sta riscoprendo anche il fascino di visi più particolari che belli, come dimostra il successo di nuove top quali Molly Bair, definita "alienica", e Iris Venema, dall'aria di ninfa d'altri tempi. 

                                                                                

             Iris Venema                                                                      Chantelle Winnie Harlow                                                                    Molly Bair

 

 

Intanto il calendario Pirelli ha avuto la sua prima modella curvy, Candice Huffine una delle protagoniste, della prima campagna pro curve #ImNoAngel lanciata dal brand di lingerie Lane Bryant per dire basta ai modelli di bellezza stereotipati proposti da Victoria's Secret e i suoi "Angeli".

Ci sono molte donne orgogliose della propria fisicità al contrario ce ne sono molte altre che non riescono ad accettare le proprie forme e che quindi non si sentono a loro agio, ed hanno bisogno di essere motivate. In tale intento sembra essere perfettamente riuscita la blogger Chastity Garner che ha creato il suo Blog: Garnerstyle, nel 2008, per offrire gratuitamente consigli di moda, risorse per lo shopping plus size e ispirazioni di stile. Il suo motto? “Non lasciare che la tua taglia detti il tuo stile”.

Tra l’altro, non dimentichiamo che tempo fa in Europa, e ancora oggi in alcuni Paesi poveri, le forme femminili morbide e abbondanti erano sinonimo di ricchezza: solo le donne ricche potevano permettersi il lusso di non fare attività fisica.

Insomma le nuove top “rivoluzionarie” stanno cambiando i canoni della bellezza.

Sempre meno "angelica" e più sigolare, #WleCurvy #Happycurvytoyou

 

 

 

                                                                                                       Candice Huffin

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